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Anagni, Mons. Domenico Pompili prima di andare ad insediarsi a Rieti ha scelto lo stemma

Il futuro vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili originario di Acuto che si insedierà il prossimo 5 settembre, ha reso noto in questi giorni,  il suo stemma che utilizzerà nel suo nuovo cammino come pastore della diocesi di Rieti.

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Il futuro vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili originario di Acuto che si insedierà il prossimo 5 settembre, ha reso noto in questi giorni, il suo stemma che utilizzerà nel suo nuovo cammino come pastore della diocesi di Rieti.

La diocesi di Anagni - Alatri si sta preparando al grande evento dove saranno presenti tutti i sacerdoti della diocesi e numerosi pullman provenienti da tutti i paesi che fanno parte della diocesi.

Sono le parole «Ut fructum afferatis» – quelle dell’addio di Gesù ai suoi discepoli alla vigilia della Passione – a comporre il motto scelto da monsignor Domenico Pompili a corredo del suo stemma episcopale: «perché portiate frutto». La frase in latino è posta alla base dell’immagine che il vescovo eletto della diocesi reatina ha voluto come proprio stemma.

E tre parole del motto episcopale – spiega una nota illustrativa – si ispirano al capitolo 15 del Vangelo di Giovanni. In esso il legame tra la vite e i tralci descrive la profonda e vitale intimità del rapporto tra il Maestro e i suoi discepoli. Il denso testo giovanneo giunge all’apice con la seguente affermazione: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto” (15, 16). La stringatezza che esige un motto, dando per acquisito l’andare, che oggi particolarmente segna la stagione ecclesiale di Papa Francesco, si concentra così sull’augurio che si apre al futuro: “affinché portiate frutto”. L’uso del singolare a proposito del frutto ne sottolinea con più forza la necessità; mentre il plurale del verbo lascia intendere la pluralità del popolo Dio, di cui il Vescovo è fatto pastore».

Il motto di Mons. Pompili risuona dunque come invito per tutti i discepoli di Gesù, perché ognuno svolga la propria parte per il bene comune.

Chiamati al sacerdozio ministeriale, alla vita consacrata, alla vita coniugale, all’impegno nel mondo: a tutti è chiesto di rispondere con generosità al Signore, sostenuti dalla sua Parola che ci rasserena: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi».

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