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Alatri, a lavoro a Civita quattro giovani della cooperativa Diaconia

In dirittura di arrivo il Progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

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In dirittura di arrivo il Progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Nella mattinata di lunedì 17 luglio, quattro degli otto giovani scelti dalla cooperativa Diaconia (Ente gestore delle attività e servizi della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino), accompagnati dal dipendente comunale Simone Sabellico, si sono recati presso l’Acropoli, luogo prescelto, insieme ad altri, in base alla convenzione stipulata tra Comune, Prefettura e coop. Diaconia, per la valorizzazione e cura di aree verdi e spazi pubblici sul territorio del Comune di Alatri.

I giovani hanno così iniziato la loro attività di volontariato a servizio della comunità cittadina.

All’incontro preparatorio delle attività era presente il vice sindaco Fabio Di Fabio che, insieme all’ufficio dei servizi sociali, ha lavorato in sinergia con la struttura operativa di Diaconia, affinché il progetto potesse realizzarsi. Di Fabio ha ringraziato i ragazzi per il lavoro che andranno a fare. Le attività che svolgeranno i richiedenti asilo, è doveroso specificare, vengono svolte su base volontaria e gratuita e finalizzate al raggiungimento di uno scopo sociale e non lucrativo. I ragazzi hanno avuto un’idonea formazione professionale, e sono stati selezionati dalla cooperativa Diaconia dopo un colloquio motivazionale.

L’assessore Fabio Di Fabio: “il volontariato che questi ragazzi sono disposti a fare per la città ed il suo decoro, grazie alla motivazione loro data dalla cooperativa che li accoglie, vuole essere un piccolo segnale di riconoscenza nei confronti della popolazione alatrense che finora ha accolto i rifugiati senza particolari problemi. Ci rendiamo conto che noi amministratori siamo chiamati a rispondere, in primo luogo, alle esigenze ed alle difficoltà dei nostri concittadini e, con progetti mirati e i dovuti sostegni dello Stato e della regione, stiamo provando a farlo, seppure con difficoltà: penso alla misura di Sostegno all’inclusione attiva (Sia) ed ai progetti di inserimento lavorativo rivolti quasi esclusivamente in favore dei nostri concittadini. Queste attività di volontariato – insiste Di Fabio - invece, senza nulla togliere a nessuno, servono a rendere utili persone che, altrimenti, non avrebbero modo di restituire alla città l’accoglienza loro concessa a seguito dell’individuazione della struttura da parte della Prefettura. Colgo l’occasione per invitare anche altre associazioni di volontariato e comitati spontanei ad unire la loro passione ed il loro impegno, con iniziative analoghe, a vantaggio della nostra amata Alatri”.

BG

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