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Chiusura dell’Anno della Fede a Piglio

Nella sala “Piergiorgio Frassati”, ogni Venerdì a partire dall’8 Novembre, alle ore 21,00 si sono tenute delle catechesi aperte alla comunità di Piglio, di cui fanno parte alle parrocchie di Santa Maria Assunta e di San Giovanni,

Nella sala “Piergiorgio Frassati”, ogni Venerdì a partire dall’8 Novembre, alle ore 21,00 si sono tenute delle catechesi aperte alla comunità di Piglio, di cui fanno parte alle parrocchie di Santa Maria Assunta e di San Giovanni, organizzate dal parroco don Gianni Macali, da padre Angelo di Giorgio e dal consiglio pastorale per la conclusione dell’Anno della Fede. I partecipanti, quasi tutti giovani, hanno seguito con vivo interesse gli argomenti che il relatore padre Angelo, missionario e nuovo Rettore del convento di San Lorenzo di Piglio, nei tre incontri ha ripercorso le linee essenziali della “Porta Fidei” di Benedetto XVI, sviluppando l’introduzione dei Capitoli 1°, 2°, 3° e 4° della “Lumen Fidei”. “La fede non è un semplice assenso intellettuale dell’uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui mi affido liberamente a un Dio che è Padre e mi ama, che si è mostrato a noi in Cristo, che ci ha fatto vedere il suo volto e si è fatto realmente vicino a ciascuno di noi”.Al termine degli incontri si è dato spazio agli interventi e sono stati portati dei quesiti tesi ad approfondire le tematiche presentate. Buona è stata la partecipazione del pubblico, soprattutto catechisti ed operatori pastorali. L’ultimo incontro ci sarà Domenica 24 Novembre, festa di Cristo Re, sempre alle ore 21,00 e sarà animato da fra Lazzaro che dalla fine di Ottobre fa parte della Comunità francescana di San Lorenzo. L’intervento di fra Lazzaro si articolerà in alcuni riflessioni sui brani tratti dalla “Lumen Fidei”, preghiere e canti.

Una delle ragioni, alla base dell’Anno della Fede che stiamo vivendo,- secondo la catechesi tenuta da padre Angelo -, attiene alla situazione socio-culturale odierna, venutasi a determinare a seguito di profonde trasformazioni demografiche, di mentalità, modelli e stili di vita, evoluzione delle scienze, globalizzazione. In tale contesto, l’Anno della Fede ci provoca ad andare all’essenziale, a ritrovare l’anima, l’ispirazione vitale del nostro essere cristiani. Il Motu proprio è un invito a: “mettere in luce la gioia e il rinnovato entusiasmo dell’incontro con Cristo”, illustrare a tutti la forza e la bellezza della fede”, “riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede”,- perchè continua-”la fede … quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia, allarga il cuore”, “le prove della vita sono preludio alla gioia e alla speranza cui la fede conduce” (15). L’Anno della fede raggiungerà il suo scopo se, e nella misura in cui ci impegneremo per dare maggiore consistenza e profondità al dono prezioso della fede, ne riscopriremo la bellezza, sperimenteremo la luce e la speranza che immette nella nostra esistenza, e la testimonieremo con semplicità ed entusiasmo. Il credere non consiste semplicemente nel ritenere che Dio esiste. Il demonio sa che Dio esiste, ma non ha la fede (cf. Gc 2,19). L’atto di fede, come virtù teologale, si ha quando Dio è riconosciuto come Creatore, l’Assoluto, Sorgente dell’essere e della vita, e scelto come Amore infinito, Fondamento e Fine della propria vita.. La gioia di credere e l’entusiasmo di comunicare la fede sono capitoli importanti nella vita di noi cristiani, elementi di forza della nostra testimonianza all’interno della città degli uomini. La fede è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo”.

Giorgio Alessandro Pacetti

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