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Frosinone, Amata scrive a Refrigeri: oltre 5 milioni di euro per la messa in sicurezza delle abitazioni fermi nelle casse regionali

Oltre cinque milioni di euro giacenti nelle casse regionali e ancora non accreditati ai comuni. Si tratta di fondi messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione civile presso il Consiglio dei Ministri per interventi di messa in sicurezza...

Oltre cinque milioni di euro giacenti nelle casse regionali e ancora non accreditati ai comuni. Si tratta di fondi messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione civile presso il Consiglio dei Ministri per interventi di messa in sicurezza dei fabbricati, al fine di pervenire possibili danni in caso di eventi sismici, che però giacciono nelle casse regionali.

Tali risorse sono destinate in particolare ai comuni della provincia di Frosinone e di Rieti e che se fossero accreditati agli aventi diritto, i comuni per poi essere trasferiti ai cittadini beneficiari, oltre a favorire la sicurezza delle abitazioni, rilancerebbero anche un comparto importante dell’economia locale come quello edilizio.

Per quanto concerne le risorse della seconda annualità del programma, relative al 2013 e ammontanti a 2.720.100 euro, pare che la Regione, pur trattandosi di somme vincolate, le abbia destinate ad altri impegni e che nei mandati già emessi, ma non ancora accreditati, manchino i comuni di Gallinaro, Settefrati e San Donato Val Comino.

Riguardo alla III annualità del programma invece, per un importo pari a 2.681.541,21, nella determina regionale di approvazione delle graduatorie manca la specificazione del numero delle domande ammissibili a finanziamento.

Proprio per cercare di risolvere la questione, investito anche dai comuni della Valcomino, il vicepresidente della Provincia, con delega allo sviluppo economico, Andrea Amata ha scritto una lettera all’assessore regionale competente Fabio Refrigeri.

Nella lettera il vicepresidente, oltre a rappresentare la situazione che ingessa l’erogazione dei contributi, chiede un intervento urgente affinché vengano sanate le anomalie del procedimento amministrativo, dando disponibilità ad un incontro immediato.

“Se le risorse per la messa in sicurezza degli edifici fossero sbloccati in tempi utili – ha spiegato Amata – il nostro territorio avrebbe una importante liquidità per avviare quegli interventi di cui necessitano le abitazioni. Non solo, tale disponibilità alimenterebbe anche la ripartenza del comparto edilizio. Da tempo gli operatori del settore, anche attraverso l’Ance, lamentano lo sblocco delle risorse per le opere pubbliche. In questo caso, le risorse ci sono, basta liquidarle. Auspico che l’assessore Refrigeri si renda conto del nocumento che si sta generando e sani quanto prima un evidente esempio di macchina amministrativa non certo amica dello sviluppo”.

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