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Piglio, La comunità francescana ha ricordato con una Santa Messa San Massimiliano Kolbe nel 72° anniversario

Nel lontano 4 Febbraio del 1937 saliva l’erta via che conduce all’antico convento di San Lorenzo nientemeno che padre Massimiliano Kolbe, beatificato il 17 Ottobre 1971 da papa Paolo VI e santificato il 10 Ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II.

Nel lontano 4 Febbraio del 1937 saliva l’erta via che conduce all’antico convento di San Lorenzo nientemeno che padre Massimiliano Kolbe, beatificato il 17 Ottobre 1971 da papa Paolo VI e santificato il 10 Ottobre 1982 da Papa Giovanni Paolo II.

Egli saliva quel sacro monte per rendere omaggio alle spoglie del Beato Andrea Conti e per incontrare, dopo molti anni, il suo amico e confidente padre Quirico Pignalberi con lui fondatore della Milizia dell’Immacolata (17 Ottobre 1917), una associazione che vanta oggi circa un milione di iscritti.

Padre Massimiliano, di origine polacca, chiamato il Martire di Oswiecin (Ausvitz in Polonia), rimase al convento di San Lorenzo fino al 6 Febbraio.

I due umili frati francescani uniti da un profondo amore e da una devozione totale alla Madonna trascorsero insieme tre giorni approfondendo un dialogo mai interrotto e scambiandosi le loro esperienze spirituali, prima della separazione immatura e fatale poiché una morte orribile attendeva padre Kolbe nel bunker della fame nel famigerato campo di sterminio, dove padre Kolbe, offrendo la sua vita al posto di quella di un altro condannato, divenne Martire e Santo.

Il ricordo di padre Kolbe è rimasto vivo e caro al cuore della popolazione pigliese, che ha voluto darne un segno tangibile con l’installazione di una croce in ferro alta 4 metri sul monte Scalambra il 17 Ottobre 1982 alle cui falde si adagia il convento e, dopo 72 anni dalla sua morte, padre Angelo Di Giorgio ha concelebrato questa mattina con padre Arcangelo e con padre Andrea (polacco) una Santa Messa nella chiesa di San Lorenzo, per testimoniare la devozione al Santo Massimiliano ed agli ideali che guidarono il suo cammino fino al supremo sacrificio di se.

Giorgio Alessandro Pacetti

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