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Piglio,toccante cerimonia religiosa nel convento di San Lorenzo per il venerabile P. Quirico Pignalberi dove parte l'iter per la santità

E' partito con una toccante cerimonia , dopo la venerabilità,  l'iter per rendere santo P. Quirico Pignalberi. Si attendono solamente due miracoli, il primo per la beatificazione, il secondo per la santità.

E' partito con una toccante cerimonia , dopo la venerabilità, l'iter per rendere santo P. Quirico Pignalberi. Si attendono solamente due miracoli, il primo per la beatificazione, il secondo per la santità. Ma, nonostante la giornata feriale alla cerimonia religiosa che si è tenuta in onore del venerabile P. Quirico Pignalberi tantissima gente, non solo di Piglio, ma anche di Serrone, di Paliano, di Cave, si è riversata nel convento di san Lorenzo per partecipare alla Via Crucis svoltasi dalla Grotta della Madonna di Lourdes alla Cappella del S. Cuore dove è sepolto P.Quirico guidata dal P. Angelo di Giorgio Superiore del convento e Rettore della chiesa di san Lorenzo e dal diacono fra Lazzaro. Durante il percorso sono stati letti alcuni pensieri tratti dal libro “Tre ore di agonia”, scritto dal Venerabile Padre Quirico dalla pronipote Sandra. Al termine della Via Crucis i numerosi fedeli si sono ritrovati in chiesa dove si è aperta la Tavola rotonda alla presenza del Postulatore Generale P. Angelo Paleri e del Vice Postulatore P. Enzo Tacca, del Vescovo Mons. Lorenzo Loppa e di Mons. Gianfranco Girotti, del P. Provinciale P. Vittorio Trani, Padre Gianfranco Grieco- giornalista e scrittore, dei Parroci Don Gianni di Piglio, don Primo di Serrone e di Don Ramon della Forma dove p. Quirico è stato battezzato, e dei sindaci Avv. Mario Felli di Piglio, e di Natale Nucheli di Serrone, paese natale del Venerabile p. Quirico. Il Vice Postulatore P. Enzo Tacca ha dato lettura della promulgazione del Decreto papale ed è stata fatta una breve presentazione della procedura giuridica dell’iter, che ha portato la Congregazione delle Cause dei Santi a dichiarare l’eroicità delle virtù del P. Quirico, per cui, ora, può essere chiamato Venerabile

Tra i tanti fedeli accorsi c’era anche Giorgio Alassandro Pacetti che è stato il chierichetto di P. Quirico. Commovente e toccante è stato il suoi intervento.

Fin da bambino (negli anni ‘52),- ha detto Giorgio- in concomitanza con i lavori di ristrutturazione della chiesa e del convento di San Lorenzo in Piglio da parte dell’Impresa Filippo Pacetti (mio padre), sono stato chierichetto, prediletto dai frati francescani. In quel periodo ho avuto modo di intuire e di apprezzare la grande umanità della persona e la rigida condotta nell’esercizio della missione che il Signore aveva riservato a padre Quirico. Durante le celebrazioni delle Messe domenicali la sua missione di Maestro dei novizi espletata durante la settimana proseguiva davanti ai fedeli raccolti in chiesa, mentre seguiva il filo delle sue prediche su foglietti scritti a mano in maniera perfetta anche nella grafica. Dopo il periodo della mia vita da chierichetto, il padre Quirico è stato da me seguito nella sua attività di apostolo tra la popolazione fino alla sua infermità.

Nella mia attività giornalistica ho spesso testimoniato sulla stampa le sue doti di sacerdote, tanto è vero che in uno dei miei articoli avevo preannunciato nel 1983 su “Il Tempo” l’inizio del processo di beatificazione.

Nel 1983 mi feci promotore, insieme ad un Comitato, della traslazione della salma del padre Quirico dal cimitero di Serrone (suo paese natale) alla cappellina del Sacro Cuore che si erge dalla “grotta” della Immacolata, da lui ideata e costruita nel 1954, poco distante dal convento di San Lorenzo, dove aveva vissuto la sua missione sacerdotale. Potei seguire da vicino insieme a padre Bonaventura, superiore del Convento di San Lorenzo, tutta la procedura della traslazione della salma e il gemellaggio religioso e culturale tra Zdunska-Wola, città natale di di San Massimiliano Kolbe, e Piglio. Fu proprio nella traslazione della salma da Serrone a Piglio il 30 Marzo 1985 alle ore 15 che Suor Cesarina, nipote di padre Quirico seguì con me il feretro; mi lasciò nell’auto una fotografia di p. Quirico ritratto insieme ai genitori che conservo tuttora nel mio studio. L’indomani 31 Marzo alle ore 10,25, mentre mi recavo con la stessa autovettura Fiat 128 targata FR 88013 per fotografare l’affresco giottesco da me rinvenuto nella chiesa di San Rocco-Madonna della Valle, ebbi un incidente causato dal distacco dell’ammortizzatore e della ruota posteriore destra. La macchina invece di proseguire la corsa verso la sottostante e ripida scarpata, si girò su se stessa e si fermò in senso contrario, senza procurare alcun danno a persone o a cose. Testimoni del fatto i signori Spirito Fausto, Bruni Paolo e Gabrieli Claudio. Così l’attrezzatura fotografica che portavo mi è servita per documentare l’incidente.

Ritengo che su questa vicenda abbia influito il padre Quirico, la cui foto si trovava nell’auto. Riferisco poi qui di seguito un altro episodio.

In occasione della benedizione delle case nel 1975 il padre Quirico venne per la prima volta a benedire la mia nuova casa sita in Piglio, Via San Lorenzo 43. Pochi giorni dopo un fortissimo temporale primaverile causò la caduta di un fulmine di violenza devastante all’interno della mia abitazione ove mi trovavo insieme a mio figlio Paolo (di 2 anni) e ad una anziana donna, Maria Roazzi, (di circa 70 anni).

I vicini di casa, accorsi per constatare chi sa quale tragedia, trovarono noi tutti miracolosamente illesi. Anche questo episodio credo di poterlo attribuire senza ombra di dubbio alla benedizione del padre Quirico.

Ho avuto modo di visitare e filmare l’abitazione del padre Quirico. Posso testimoniare che era molto devoto al Sacro Cuore sia per le tante immagini sparse qua e là nell’abitazione paterna sia per le sue continue visite nella cappellina dove è riprodotta la sacra immagine. Proprio la cappellina del Sacro Cuore a Piglio ora è il suo sepolcro.

Infine il 30 Marzo 2010 ore 10,30, nel 25° anniversario della traslazione della salma di P. Quirico da Serrone a Piglio, ho subito la frattura scomposta dell’arto superiore sinistro per una caduta accidentale davanti all’ingresso della mia abitazione. Sono stato ricoverato all’ospedale di san Benedetto di Alatri dove i medici di turno, dopo aver visto le lastre, mi avevano fatto una fasciatura dell’arto e, successivamente, nel tardo pomeriggio, sono stato trasportato con l’autombulanza del 118 all’Ospedale civile di Anagni.

L’indomani ho lasciato l’ospedale di Anagni per raggiungere la clinica Addominale di Roma Eur dove sono stato operato dall’equipe del Prof. Antonini. Prima di entrare in sala operatoria mi sono rivolto ancora una volta a P. Quirico. L’operazione è durata tanto tempo ed è riuscita perfettamente.

Dopo due giorni di degenza il Prof. Antonini mi disse che avevano avuto difficoltà nel ricucire l’arto in quanto l’osso appuntito si era fermato a pochi millimetri dal nervo e dalla vena e dovevo ringraziare l’anestesista che era stato bravo a tenermi in vita. Anche la riuscita di questa operazione credo di poterla attribuire a P. Quirico. Ora prego che la Sacra Congregazione possa esprimersi positivamente ad accoglòiere il Venerabile P. Quirico tra i Beati”.

Al termine tutti i partecipanti si sono ritrovati nei locali del sacro convento per un’agape fraterna.

GAP

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