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Serrone, il Palio delle Botti a Ghemme (NO). Chiusura in grande per la 58^ Sagra del Cesanese

Con la vittoria della Città di Ghemme (No) nel Palio delle Botti che ha ottenuto la qualificazione per la gara nazionale organizzata dalle Città del Vino, si è praticamente chiusa la 58^ edizione della Sagra del Vino Cesanese, dove per alcuni...

 
Con la vittoria della Città di Ghemme (No) nel Palio delle Botti che ha ottenuto la qualificazione per la gara nazionale organizzata dalle Città del Vino, si è praticamente chiusa la 58^ edizione della Sagra del Vino Cesanese, dove per alcuni giorni si è parlato di qualità del Vino DOCG Cesanese del Piglio, poiché il Comune di Serrone, si trova al centro delle tre produzioni di Cesanese: Affile, Olevano Romano ed appunto Piglio.

Tornando al Palio delle Botti in 900 metri del percorso, tra la gente che assisteva entusiasta alla gara, si è svolta nel cuore della frazione La Forma la spettacolare gara che ha visto ben nove città partecipare. Gara senza storia, dal punto di vista agonistico, poiché i ragazzi di Ghemme (No) sin dalla partenza hanno dimostrato di avere in pugno la situazione, seguiti dai ragazzi di Maggiora (No) e Nizza Monferrato (Asti) al 3 posto, 4) Suvereto (Li), 5 Avio (Tn), 6 Furore (Sa), 7 Serrone (Fr) e 8 Cavriana ( Mn). Tutti al momento della premiazione hanno ringraziato per l’accoglienza ricevuta ed hanno affermato che tornano sempre volentieri a Serrone, anzi è stato promesso dai ragazzi di una città partecipante che il prossimo anno verranno una settimana prima per vivere meglio il clima di questa Sagra coinvolgente sotto tutti gli aspetti, in considerazione dell’accoglienza loro fornita dal Comitato organizzatore. A premiare gli ospiti il Sindaco Natale Nucheli, il Vice Sindaco Gabriele Lolli e speaker d’eccezione l’assessore alla cultura Antonietta Damizia.

La manifestazione è stata aperta dagli sbandieratori del Cardinale Borghese di Artena e dalla caratteristica sfilata di costumi ciociari storici indossati da una cinquantina di volontari che per l’occasione hanno ritirato fuori i vecchi costumi dei nonni, indossati dai ragazzi di Serr-One.

Soddisfazione, per la riuscita della sagra, è stata espressa dal sindaco, che ci tiene a ringraziare tutti: “Un grazie speciale – afferma Nucheli – va a tutti coloro che, per intere settimane, hanno lavorato affinché tutto riuscisse nel modo migliore: dal comitato organizzatore agli amministratori, da chi ha curato la grafica a chi ha realizzato gli allestimenti, dagli operatori ai produttori ai ristoratori e a tutti coloro che, in qualche modo, hanno dato il meglio per la riuscita della manifestazione. Una sagra che, quest'anno, presentava una nuova formula, quella del percorso tra stand e mostre, che è stata molto apprezzata da tutti. Un grazie speciale, ovviamente, va anche a tutti coloro che, con il loro sostegno, ci sono stati vicini, e penso alla Regione Lazio, alla Banca di Credito cooperativo di Paliano e a tutti gli sponsor, anche i più piccoli. Un successo che rappresenta un punto di partenza per continuare a crescere e migliorare sempre di più”.

Particolarmente gradite ai presenti, infine, le degustazioni guidate su temi specifici che ogni giorno hanno animato il pomeriggio della Sagra (e ieri mattina con il restyling degli aperitivi), per le quali un ruolo attivo è stato svolto dalle tre cantine serronesi: Mario Terenzi, Giovanni Terenzi e Rapillo.

A conclusione della serata è arrivato anche l’assessore regionale all’ambiente Mauro Buschini per dimostrare la vicinanza alla manifestazione. La minoranza consiliare attraverso Giancarlo Proietto ha lamentato il mancato coinvolgimento nella manifestazione.


Va detto che la cucina, però, l’ha fatta da padrona: abbiamo visto cuocere bistecche alla fiorentina di oltre 2 Kg, lumache, pane al Cesanese, mortadella alla Passerina (carne di maiale frullata dentro il vino bianco) e tantissime altre specialità, che la massa delle gente non ha visto, ma coloro che hanno curiosato per scoprire le novità hanno potuto assaggiare. L’originalità dei ragazzi del Bar Fontana che hanno affogato nel fontanile di La Forma i tavolini per far gustare le loro specialità è stata altra chicca di questa edizione della Sagra. Poi vi è stata, ovviamente, la qualità dei vini DOCG perché le bottiglie di vino dei tre produttori di Giovanni Terenzi, Mario Terenzi e Rapillo sono state aperte a fiumi. Una Sagra che ha lasciato tutti contenti, organizzatori a cominciare dal presidente Pio Fianco, che dal palco ha ringraziato quanti hanno collaborato per la realizzazione della 4 giorni di festa.

Che sia questa l’occasione per convincere i giovani a non abbandonare la terra, perché è l’unica che non tradisce e mai come questo momento si deve approfittare del fatto che ci sono 70.000 euro a fondo perduto per i giovani dai 18 ai 40 anni, che vogliono dare inizio ad un’attività agricola con il PSR. Soldi che arrivano dall’Europa, attraverso la Regione Lazio. Molto bello il logo della 58^ Sagra preparato da Sabrina Aglitti, che ha dato una forma di pellicola rossa al bicchiere di vino per far capire che le Sagre sono come i film.



Giancarlo Flavi (servizio e foto). Filippo Rondinara (Video)

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