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Alatri, Parco Ernici:  occasione di sviluppo o freno all’economia dei piccoli comuni?

Sindaci aprano confronto e ascoltino altre voci oltre alle piccole lobby. Giubileo e expo grandi occasioni per rilancio territorio con i cammini e l’accoglienza

Bianchi

Sindaci aprano confronto e ascoltino altre voci oltre alle piccole lobby. Giubileo e expo grandi occasioni per rilancio territorio con i cammini e l’accoglienza

La valorizzazione di un'area naturale rappresenta una imperdibile occasione di sviluppo che non possiamo perdere. In un momento in cui c’è una forte espansione del turismo naturalistico, in cui la Regione e l’Europa investono in questo settore, in cui l’Italia è al centro del mondo con l’Expo e il Giubileo, possiamo permetterci di perdere un simile treno? Siamo davvero consapevoli che è necessario lavorare al cambiamento radicale di questa terra, o vogliamo continuare ad essere ostaggio di piccole lobby?- Queste le dichiarazioni di Daniela Bianchi, consigliera regionale del gruppo PD e prima firmataria della proposta di Legge per l’istituzione del Parco dei Monti Ernici, in occasione dell’evento “La via Benedicti e il Parco dei Monti Ernici” organizzato da Cai di Alatri nella gioranta di ieri. Un evento molto partecipato, in cui sono intervenuti, tra gli altri, Silvio Campoli del Cai di Alatri, Paolo Piacentini, responsabile dei Cammini Storici nel Ministero dei Beni Culturali e Antonio Carrara, Presidente Parco Nazionale D'Abruzzo Insieme alle associazioni, abbiamo lanciato più volte l’appello ai sindaci per sedersi ad un tavolo e ragionare sulla nascita di un Parco per la valorizzazione dei Monti Ernici, ottenendo da alcuni il rifiuto totale anche solo nell’aprire una discussione. Questa volta mi rivolgo direttamente ai cittadini, alle imprese in difficoltà e alle varie associazioni di categoria. Da loro vorrei sapere se sono consapevoli dei vantaggi che potrebbero avere dalla valorizzazione di quest'area. Parlo di posti di lavoro legati all’accoglienza, alla cultura e all’enogastronomia e alla farmaceutica (viste le tante erbe officinali presenti nei nostri monti). Parlo di un’area che coinvolge i Comuni di Alatri, Collepardo, Fiuggi, Guarcino, Monte San Giovanni, Sora, Vico nel Lazio, Trevi nel Lazio e Veroli, area che al 99,3% è composta da ambienti naturali e già soggetta a vincoli, che con il parco si tramuterebbero invece in occasioni. Possiamo permetterci di rinunciare a una cosa del genere in un territorio che ha una disoccupazione giovanile del 44% e generale al 15%? I dati ci dicono che nelle aree parco, se ben gestite, le cose vanno diversamente. Nei parchi i giovani hanno più occasioni di fare impresa, con una percentuale del 13,1% di attività condotte da Under35 grazie a un’accoglienza innovativa dei turisti, di ristorazione a km 0, di attività legate alla green economy e capaci di creare un aumento del PIL di circa 8mila euro per singolo cittadino. A questo si lega un ripopolamento dei piccoli centri legato anche all’attrattività del brand “parco”, che si tramuta in un aumento di valore delle singole proprietà private. La realtà è che da qui ai prossimi mesi ci sarà una forte richiesta di accoglienza grazie al Giubileo. Una vetrina unica per presentare al meglio il nostro territorio al mondo. Un momento spirituale voluto da Papa Francesco, che dovrà farci trovare pronti, rendendo fruibili e in rete le nostre aree naturali, i cammini, le certose e le bellezze artistiche della provincia. Dalla via Francigena, alla via Benedicti, abbiamo tutte le carte in regola per far innamorare della nostra terra i turisti italiani e stranieri. Non a caso, come ci ricorda oggi il Sole 24 ore nell’articolo “La Geografia dei Territori”, a Expo tra i 14 microtemi del padiglione Italia ci sarà anche quello della dorsale appenninica, che punta sulle attività gestite da giovani, sul ripopolamento e valorizzazione della rete dei piccoli borghi, sulla funzione produttiva dei parchi e sul Paesaggio come trama che connette il cibo, cultura e turismo. Gli altri Paesi non hanno la nostra bellezza, eppure continuano a crescere nel turismo perché capaci di accogliere e dare servizi a chi arriva. Noi invece, ancora non riusciamo a farlo perché percepiti come una “Mecca” da visitare una volta sola nella vita. Da qui faccio l’ultima domanda al territorio: vogliamo muoverci e seguire da subito altri esempi virtuosi come Assisi o il cammino di Santiago de Compostela, o vogliamo rimandare a chissà quando lo sviluppo delle nostra terra, lasciando che a deciderlo sia uno sparuto gruppo di persone che ha a cuore solo i propri interessi? Trevi nel Lazio ha deciso di uscire dal Parco dei Monti Simbruini, adesso entro in quello degli Ernici. Ci sembra impossibile.
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